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ZOP BLOG
NON SOLO ESERCIZI DI
STILE!
Gli esperimenti di un extraterrestre finito non si sa come sulla Terra...
INDICE RAGIONATO & INTERATTIVO
ISTRUZIONI:
Leggi
qui di seguito (lungo la striscia gialla) per ripercorrere la nostra
storia e scoprire i nostri giochi e le regole per partecipare
CHI
SIAMO:
BLOG/OPIFICIO DI SPERIMENTAZIONE
LETTERARIA CHE HA SCELTO IL WEB COME SUO TERRENO DI ESPRESSIONE!
Nato nel 2002, questo è stato il primo BLOG dedicato ai giochi
narrativi e alle scritture collettive. Oggi vanta innumerevoli tentativi
di imitazione ma non diffidatene! Il nostro obiettivo era quello di dar
vita a un GENERE!
CONTATTI:
zoppaz @ yahoo.it
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COMMENTI RECENTI
whois in 7 è bellouno?... letturalenta in 7 è bellouno?... .mau. in 7 è bellouno?... aldiladellospecchio in 7 è bellouno?... redcats in 7 è bellouno?... retorico in 7 è bellouno?... penzogi in Chrogon contro Chrog... veramestessa in Nonti di Cotiè... SENZABUSSARE in Chrogon contro Chrog... paoloh in Ti odiamerò f...
I
LIBRI SCATURITI
DA QUESTO BLOG:
2006

2003
E
nel 2004
un libro che qui si può continuare
Clicca per saperne di più e per SCARICARE
GRATUITAMENTE UN CAPITOLO!
PREMI:
Questo blog è arrivato secondo al concorso
SCRITTURA MUTANTE
2003

www.trovarsinrete.org
SALONE DEL LIBRO DI TORINO
16 maggio 2003
COSA ABBIAMO
PRODOTTO
IN QUESTI ANNI:
IL
MANIFESTO DADISTA di avanguardia letteraria digitale
Componimenti e racconti
dadisti:
- Melina e
Alfredo: un racconto da giocare a dadi (di zop e vipensiero)
- Quattro
e tre sette (di zop)
-
Un
dado di due (CioccolatoAmaro)
- Il
gioco dell'oca (CioccolatoAmaro)
- Vita
da dado (Senzaqualità)
- L'incanto
di pag. 49 (Letturalenta)
- La
dadomante (Certepiccolemanie)
- Tirando
il dado (Triana)
- POESIE IN
MOVIMENTO 1
- POESIE
IN MOVIMENTO 2
- Parafrasando
Tristan Tzara (Blogelis)
- La
cintura di Fibbionacci (di Matteo)
RACCONTI BREVI
° Cos'è:
Racconti molto brevi pensati per
una lettura a monitor.
- Come sono
diventato un blog
- I
fratelli Lumierikòs da Siracusa (zop)
- (...)bcdefghilmenopqrstuvz
(zop)
- Quattromenounquarto
(zop)
- Piccole
bugie (zop)
- Esistono
gli extraterrestri? (zop)
- L'ultimo
ricordo (Mucio)
- L'uomo
è misura di tutte le cose (zop)
- Il cane di
Pavlov e il Tacchino di Russell (zop)
-
Strano ma vero ( zop)
-
Le avventure dell'uomo inscrivibile (zop)
- Dentro o
fuori? (zop)
-
Ho perso il sonno 1
(di
Francesca Mazzucato)
- Ho perso il sonno 2
(di zop)
- Giò
e Leo (zop)
- Il grande
ciliegio ( di Flounder)
-
La botte piena e la moglie ubriaca (zop)
-
Pimpinella
corre corre (zop)
- Cosa
mangia un blogger (zop)
- Smaltimento
malocchi (zop)
- Le
voci della città (di zop)
- Il
foglio bianco (di zop)
- Estetica
statistica (di zop)
- Il
fischio (di zop)
- Discorsi
da bar (di zop)
- La
moneta che amava Rogerio (di Francesca Petilli)
- L'origine delle cose (Fracesca Petilli)
- Sto
da
cane (zop)
- 14
luglio 1789 (di zop)
- Ultima
pagina (Francesco de Girolamo)
- Settimo
piano (zop)
- Traumi
infantili (zop)
RACCONTI & MUSICA (ispirati
a canzoni o intrecciati con la musica)
- Sei
fuori Jack (di emanreiv)
- Samarcanda
(di zop)
- L'Armando,
l'arma e l'amante (di zop)
- Il
piano cocktail (da Boris Vian:La schiuma
dei giorni)
RACCONTI ROUSSELIANI
° Cos'è: Una
raccolta di piccoli racconti ispirati al metodo quasicombinatorio di un
autore d'avanguardia semisconosciuto: Raymond Roussel. Se vuoi
cimentarti anche tu... LEGGI, SCRIVI e MANDA!
INDICE:
1 - Chi era
Raymond ROUSSEL
(Il
metodo di Raymond
ROUSSEL)
2- Il capo
di lana è steso al sole (Zop)
3- E' morta
Della! (Blaue)
4 - Chiedici
la luna (Dr. Dam)
5 - Esca
quando ci sentiamo (Zop)
6 - Piego la
sposa (Ironico)
RACCONTI
CIRCOLARI
° Cos'è: Esperimenti
di narrazione polivalente e circolare.
1) Dimmi
il tuo incipit e ti dirò chi sei (zop)
2) La
nascita dell'uomo collettivo (zop)
3) La battaglia navale:
racconto da giocare! (zop)
4) Sogni (zop)
5) Il
sogno ricorrente (zop)
6) UN
FUMETTO COMBINATORIO (zop)
7) Racconto
MUTANTE
8) Le teste
( di Elena del Fabbro e Zop)
9) Saturazioni
(di zop)
10)
La storia (di zop)
11) Vita
da moka (fumetto by zop)
12) Spirali
(zop)
MINIGIALLI
& MICROGIALLI
° Cos'è: Nato
da una proposta di Nando di Forlì, è una raccolta
di gialli scritti nel
modo più sintetico possibile (senza rinunciare tuttavia a
colpevole,
vittima, arma e movente). E' possibile partecipare con un racconto di
una pagina oppure con una versione "atomica" che possa essere inviata
con un sms.
INDICE MINIGIALLI:
- La
bocca della verità (Nando)
-
Separati in casa (Nando)
- L'ultimo
scaffale (Nando)
- Il professionista (Nando)
-
L'uomo di parola (zop)
- Il
racconto killer (zop)
- L'assassino
è il maggiordomo (zop)
- Metagiallio
(e metà no) (zop)
- Il rosso e il noir: chi è l'assassino? (zop)
-
Tira le tende (Bleusouris)
- Fantagiallo
(zop)
- La
pagina 125 (F. Arrasich)
- Giallo
filosofico (zop)
- A Natale
tutti più buoni (Nando)
- Forza di
gravità (F. Arrasich)
- Non fare
mai agli altri (zop)
- Non
guardare mai altri... (Pois)
-
Golden (Manginobrioches)
- Gelo (Farolit)
- Delicatessen
(zop)
- Identificazione
e suggestione (zop)
- Il
serial killer editoriale (zop)
- Omicidio
brutale (zop)
- L'assassino
in erba (zop)
- Ultimo
minuto (Nando)
- Negazioni
(Certepiccolemanie)
-
Le indagini del detective Maupertuis e del suo fido cane (zop)
-
Appuntamento col serial killer (zop)
- Giallo
poetico (di Gianluca)
- Il
serial killer del CICAP (zop)
MICROGIALLI da
SMS:
- Senza
titolo (di Herzog)
- Senza
titolo di (Penzogi)
- Senza
titolo (di Sphera)
-
Senza titolo (di A. G. Pinketts)
- Senza titolo (di Salto del canale)
-
Senza titolo (di Matisse)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Diario di bordo)
-
Senza titolo (di Disintegrato)
- Senza titolo (di Fradiavolo)
- Senza titolo (di Ghana)
- Senza titolo (di Ttulipani)
-
Senza titolo (di Giulio Mozzi)
- Senza titolo (di Zu)
- Senza titolo (di zop)
- Senza titolo (di Herzog)
- Senza titolo (di Salto del canale)
- Senza titolo (di Disentgrato)
- Senza titolo (di Mucio)
- Senza titolo (di Piazzagreco)
- L'omicidio
più antico (Aitan e zop)
- Reo
confesso (di Aitan)
- Giallini
de il Gobb
-
Giallini diabolici
- Senza
titolo (di zop)
- Giallino
metaomicida (Luca Confusione)
- Senza
titolo (di zop)
- Sconfessioni
(di Luca Confusione)
- Libero
mercato (di Luca Confusione)
-
Senza
titolo (di UnaStranStrega)
UBU
BLOG di Alfred Jarry
° Cos'è:
Un inedito di Alfred Jarry, padre della PATAFISICA, che mi è apparso in sogno e mi ha dettato
l'ultima parte della saga di UBU RE!
Dramma
in 4 post
° Scena prima [Ubu apre un blog e diventa una
blogstar]
° Scena
seconda [Ubu lancia un virusprogramma che cambia le parole
dei blog delle blogstar]
° Scena
terza [Ubu al gran blograduno]
° Scena
quarta [Ubu in fuga]
LA DONNA SUB:
°
Cos'è: Esperimento di un NUOVO format
per racconti
labirintici e collettivi ispirato a Italo Calvino. Per leggerlo o continuarlo (è lo
stesso) è archiviato qui.

RADIOBLOG:
°
Cos'è: Improvvisazioni di
scrittura e di lettura tra radio e
blog, in collaborazione con
RAI radio3. Andato in onda in due puntate nel
settembre 2003 tutto si può oggi leggere e
ascoltare qui
ESERCIZI DI STILE BLOG:
° Cos'è: Il rifacimento internettiano e
collettivo del capolavoro di R. Queneau con centinaia di esercizi
giunti dal popolo della rete.
Se vuoi partecipare con il tuo contributo: tutto
inziò qui
ed è archiviato qui
Manifesto
PATAmediale per una nuova narrativa digitale:
° Cos'è: E' il
tentativo di individuare e raccogliere dei precedenti letterari
pre-elettronici che possano servire oggi da guida per inventare una
nuova forma di narrazione che utilizzi il web come suo terreno
espressivo. Se vuoi ampliare, segnalare o recensire autori,
avanguardie, poetiche o esperimenti che si potrebbero oggi sviluppare
in modo nuovo, mandaci il tuo contributo!
INDICE:
§ - Calvino e
il web
§ - Scrittura
collaborativa
§ - Letteratura
interATTIVA
§ - Generatori
automatici di parole
§ - Jarry e la
Patafisica
§ - Avanguardie,
Futuristi, Cinetici
§ - UNA
TESI DI LAUREA CHE PARLA DI NOI!
§ -
Roberto Busa pioniere dell'ipertesto
§ -
Gulliver di Swift
§ - Carroll
e Alice (che meraviglia...)
PataRecensioni
e
Fantasmi Letterari:
°
Cos'è: Una
raccolta di recensioni di libri, mostre, autori del passato... con un
taglio spiritoso e divertente ma senza rinunciare al rigore! Racconti
in prima persona, fantasmi che appaiono e raccontano la propria
vita...
INDICE:
§ - Blog,
post e ante litteram
§ - Enrico Baj
§ - Libri
d'artista
§ - Alberto
Manzi
§ - PseudoCalvino:
un'inedita Cosmicomica
§ - L'invasione
degli ultracorpi interattivi
§ - Rayuela
di Cortàzar
§ - La
storia della QWERTY
§ - Animalcolisti
spermatici anonimi
§ - Lo zio
Fester e Majakowski
§ - Raymond
ROUSSEL
§ - Boris
Vian
§ - Viaggio
d'inverno/Viaggio d'inferno
§ - Intervista impossibile a
Giorgio Manganelli
§
- La sfida di Max Aub
I
fantasmi letterari e il dietro le quinte di Laura Immaginaria
°
Cos'è:
La storia ironica e metaforica di come ho
scritto un libro. Dai fantasmi letterari (o i riferimenti culturali?) a
cui mi sono ispirato e che me l'hanno in qualche modo dettato, alle
peripezie per trovare un editore che lo pubblicasse...
INDICE:
- Parti 1, 2
e 3
- 4°
Parte
- 5°
Parte
- 6°
Parte
- 7°
Parte
- 8°
Parte
- 9°
Parte
- 10°
Parte
- 11°
Parte
- 12°
Parte
- 13°
Parte
- 14°
Parte
COSA
ASPETTI? PARTECIPA! MANDACI I TUOI CONTRIBUTI!
ENTRA A FAR PARTE DELL'OPIFICIO!
citofon@mi
zzZZzz
ZAPOTEK
intervista ZOP
un
emmepitré da scaricare
RINGRAZIO TUTTI QUANTI HANNO PARTECIPATO A
QUESTO BLOG, E IN PARTICOLARE:
Esercizi di Stile:
(in ordine di apparizione)
1) Personalità
confusa
(4,13,41,54)
2) Antonella
mamma felice (7)
3) UnSentireEnorme (9,18,22)
4) MG (15,62)
5) Zu (21,293)
6) Analize (23,33)
7) Zoeee (25,29,171)
8) Swe (26,35,43)
9) Dona (28)
10) Leonard0
(30)
11) Frammento
(31,45,70,111,173,182)
12) Mim*mina (32)
13) Giornale di cantiere (34)
14) TocWebLog
(37)
15) Crl_Alt_Canc (38)
16) Trilly (39)
17) Zizzi
(40,83,135)
18) Mu
(42,57,85,143)
19) La
Pizia (44)
20) Palomar
(46)
21) Uiallallà!
(47,68,86,248)
22) Michele (48,55,81,
104,141,145,148)
23) Butterfly
(56)
24) Skip
intro (60,74)
25) Spiritum
(53,64)
26) EnzØ:
POLAROID (67)
27) :Deliuz (75)
28) Janex
(78,149)
29) Blogging Sil (79,87)
30) Rafael:subtle
(89)
31) il
Griso (90)
32) Gus
(94,101,110,120,131,
134,140.154,169, 193,206,213,
240,249,255)
33) Billie
Joe (102,124,142,174,207,
240)
34) MacUbu (103)
35) Uzi:
Scopriamo l’acqua calda
(106)
36) Miki (107)
37) Lo scopriremo solo vivendo
(109)
38) Polena
(113)
39) Patch (116, 129)
40) e-pistole (118, 123)
41) Satine (122)
42) Clutcher (125)
43) Gokachu (126)
44) dora okojie & thesubtler (127)
45) Lella con la stampella (128)
46) John
Sebastian Moran, jr. (133)
47) Convesso
(136)
48) Viewpoint of cat =^.^= (137, 259)
49) Pattinando (138)
50) .mau. (139,144,147,166,
177,211,217,220,233,234,
257,264)
51) elfob (150)
52) delio (151, 156)
53) Horselover_Fat (153)
54) +Lucretia+
(155)
55) marcorosè
gr0ucho3
(157,170,176)
56) Nicola (158)
57) Massimo De
Sanctis (159)
58) damiano
(160,163,201)
59) franc'O'brain" patti (161)
60) mucio (162,168)
61) Tutore (164)
62) amnesia (165)
63) Nando da
Forlì (172,191,279)
64) Marta (175)
65) DemonAngel
(178)
66) Brevi3pidari (179)
67) Massimilano (180)
67) Davide (184)
68) Follia e delirio (185)
69) MoNiZiA (186)
70) Enrico
la talpa (187,188,
198,203,230)
71) Chiaraaa (189)
72) AdRiX (192)
73) NiEnTe (194,196,199)
74) Piergiuliano
Pusceddu (195)
75) Prosperpina
(197,236)
76) Koa (202)
77) Aske (204)
78) Ackab (205)
79) October
(208)
80) Aleph_ (209)
81) Blaue
(210)
82) Si fossi foco (212)
83)
Akaglenn (214,219,221,
223,224)
84) Alexander (215)
85) Klingsor (216)
86) Aelice
(218)
87) Emma (222)
88) Severine
2 (225)
89) La Trota (226)
90) Adeletta
(227)
91) Alincielo (228)
92) Strani pensieri (229,235,243)
93) Kiara Blog (231)
94) Estatevizitti (232)
95) Zagaraulente
(237)
96) emmeline (238,245,251,270)
97) Laura 756 (241)
98) Mukka
Mukkona (242, 277,281)
99) Mònnalisa
(244,254,269,
271,282)
100) Lisa
(246,260,283,300,301)
101) Gianluca Brian (247,252,276,298)
102) Malacarne (250, 262.274,288)
103) Daneel (253,265,268,280,284)
104) 3-feb. (258)
105) Serendip
(261)
106) Mia_Wallace (266)
107) La Rana e il
Principe (267)
108) Rillo
(272)
109) Tristano (273)
110) Bacodaseta (275)
111) Claudio Emme (278)
112) Ironico (285)
113) Thiswas (286)
114) Redsun (287)
115) Jacoposki
(289,291)
116) drdam (290)
117) anonimo (292)
118) C-blog
(294)
119) bordellobordeaux (295,296)
120) prof.
Ulrico (299)
121) MarZa [giunelpoZZo] (302)
122) Manginobrioches
(303)
123) Paolo Miano (304)
124) Invernomuto
(305)
125) Giancarlo
(306)
126) Margherita
Underbreath (307)
127) Newlilith
(308)
128) G-Host
(309)
129) Stefano
bellezza (310)
130) alwaysinprogress
(311)
... Zop (che ha scritto gli altri)
RadioBlog:
prima
puntata 11/09/03
1
-
Giuseppe Genna
2 - Francesca
Mazzucato
3 - Raul
Montanari
4 - William
Nessuno
e gli improvvisatori della
rete:
5 - Pproserpina
6 - kheschifo
7 - karnilla
8 - diogene
9 - MinaMurray
seconda puntata 25/09/03
1 - Giuseppe
Caliceti
2 - Eloisa
[La Pizia] Di Rocco
3 - Giulio
Mozzi
4 - William
Nessuno
e gli
improvvisatori della rete:
5 - .mau.
6 - Mike
del Pallone di Achille
7 - ctrl-alt-canc
8 -
Francesca Mazzucato
9 - Pproserpina
10 - Marco
Rosella
11 - Adayinthelife
12 - Gostein
13 - Elwood


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venerdì, 20 novembre 2009
7 è bello
uno? a no. bello, ma non è né uno né
duello? vediamo... non c'è il due senza il
tremendo questo indovinello! ma son di più, son
quattrocchi? nemmeno. non son quattro né quattrini.
cinquettò un usignolo: "più di un pentagramma?"
sei bravo, ci 6 quasi. oltre a cantare, prova a contare:
settembre, ottobre, novembre... il venti! son sette, sì!

sette anni che navigo per i sette mari. stapperò una seven up per festeggiare.
sette è bello (per chi ha compreso l'indovinello). e tu, che ti vanti della tua arte nel voltarti dall'altra parte, non preoccuparti...
[zop]
.
lunedì, 09 novembre 2009
Chrogon contro Chrogon
[di zop]
Il seguente racconto è stato scritto da Plinio il giovane quando era vecchio.
Ma sembra che abbia plagiato un brano scritto a sua volta da Plinio il vecchio quando era giovane.
Il vecchio Chrogon si era ritrovato solo, con lo sfratto e senza il becco di un quattrino. Non sapeva più come fare a tirare avanti, avrebbe voluto farla finita. Ma prima di compiere quel gesto estremo decise di farla pagare cara a colui che era stato causa della sua rovina. Era per colpa di quel maledetto giovane se non aveva una famiglia, una pensione né dei risparmi.
Non sarebbe stato facile. Il suo nemico era un osso duro. Un arrivista che aveva scritto qualche libro ed era apparso qualche volta in tv. Su di lui e sulla sua carriera erano usciti alcuni articoli di giornale e qualche ricerca universitaria. Ma tutta roba di nicchia. Tutte cose che appartenevano al passato. Il giovane Chrogon – proprio così, si chiamava anch’egli Chrogon - non era mai riuscito a sfondare e a compiere qualcosa che lo rendesse davvero noto.
Il vecchio Chrogon conosceva bene il suo punto più debole. E lì decise di colpirlo: ne avrebbe distrutto l’immagine pubblica.
Cominciò a denigrarlo in modo sistematico. Ogni volta che poteva ne parlava male pubblicamente. Non perdeva occasione per sminuirne l’importanza, tacerne i meriti e sottolinearne difetti e contraddizioni. Arrivò persino a insinuare che le cose più riuscite che aveva fatto non fossero altro che dei plagi. Dai e dai, tutti finirono per credere a queste calunnie e mistificazioni.
A casa del giovane Chrogon, in uno scatolone, erano gelosamente conservate le testimonianze del suo operato, come dei cimeli. I manoscritti, i ritagli di giornale, le fotografie. Le poche copie che non erano finite al macero dei suoi libri ormai fuori catalogo e irreperibili.
Il vecchio Chrogon entrò un giorno in quella casa e gettò lo scatolone nel camino. Si scaldò in una risata liberatoria rimirando la fiammata con cui le reliquie andarono definitivamente in fumo. Subito dopo accese il suo PC. Da lì gli fu facile cancellare i siti personali, il blog, la pagina di facebook. Il museo della sua memoria si volatilizzò per sempre in pochi clic. Un’attività più che decennale di scritti e relazioni su web, che in breve sarebbero cadute nel dimenticatoio.
Del giovane Chrogon non restò così più traccia nella storia.
Meglio spararsi che diventare vecchi. Aveva sempre pensato, vivendo nel presente, senza preoccuparsi del domani. In questo modo, inseguendo la carriera e un successo mai raggiunto, il giovane Chrogon un bel giorno si era trovato vecchio. Senza soldi, solo. Fu a quel punto che comprese di essere diventato il vecchio Chrogon. E che ormai non gli restava che spararsi. Ma prima di farlo, visto che il giovane Chrogon gli aveva distrutto la vecchiaia, pensò che l’unico modo per fargliela pagare era quello di distruggerne la giovinezza, e di rinnegare se stesso, con un suicidio a ritroso nel tempo. E questa, che ci crediate o no, è una storia vera. La prova è che se cercherete notizie su Chrogon e le sue imprese, non le troverete da nessuna parte.
lunedì, 26 ottobre 2009
Ti odiamerò fino all'AMORte
[di zop]
- ma tu mi ami?
- no.
- davvero non mi ami?
- sì.
- amami dai.
- no.
- amami cazzo! voglio solo essere amato!
- scordatelo.
- vaffanculo amami! amami ti ho detto. ti spezzo un braccio sai?
- mi fai male.
- e allora tu amami!
- no.
- se non mi ami ti spacco i denti contro il calorifero.
- non lo faresti mai.
- brutta troia, amami o te lo faccio vedere io.
- non hai il coraggio di farlo.
- tu credi? e allora fottiti. io me ne vado, addio.
- come addio?
- addio.
TUD!
- ahia! mi hai tirato una brocca in testa? brutta stronza. si sta gonfiando oddio, addio.
- non te ne andare.
- me ne vado sì! addio. (ma poi mi amavi? ora me lo puoi anche dire).
- no. non ti amavo.
- ma perché non mi amavi? io ti amavo.
- machennessò. perché non hai il coraggio di sbattermi la faccia sul calorifero, forse.
- ti sbagli l'avrei fatto se ti avessi amata davvero. addio.
- aspetta! vieni qua dai, ti amo.
TUD!
- aiahaaaa! ma sei scemo? mi hai sbattuto la faccia sul calorifero, mi esce il sangue...
- non era quello che volevi?
- mavaffanculo bastardo. non ti amo più.
- no tu adesso mi ami, è chiaro?
- vattene.
- amami ti ho detto!
- perché che cosa mi fai altrimenti? mi spacchi di nuovo la testa contro il calorifero?
- no. se non mi ami allora non te lo faccio più questo. addio.
- aspetta. vieni qui. fallo ancora.
- ma tu mi ami?
- no.
- davvero non mi ami?
- sì.
- amami dai.
- no.
- amami cazzo! voglio solo essere amato!
...
..
.
[Ad libitum sfumando fino all'AMORte]
Nell'immagine un'opera di Egon Schiele.
lunedì, 12 ottobre 2009
Nonti di Cotiè
[di zop]
- Lei che numero ha?
- Il 53
- Aiha! Siamo appena al 13. Io invece ho il 15. E son qui da tre quarti d'ora.
- Andiamo bene. Mi toccherà prendere un permesso al lavoro, per rifare questi stupidi documenti.
- Furto o smarrimento?
- Furto. Ma il danno non è nei cinquanta euro che c'erano nel portafogli. E' in tutte queste trafile...
- E' uscito il 14 intanto. Ha visto come vanno lenti?
- Non infierisca, la prego.
- Senta, visto che ha fretta, vengo subito al sodo: quanto mi dà per fare cambio? Lei si prende il mio 15 e mi dà il 53 e la sua fila. Son disoccupato. Posso attendere, io.
- Cinque euro le vanno bene?
- Guardi, non si offenda, ma una donna delle pulizie, oggi come oggi, a parte la questione dei contributi, prende tredici euro all'ora. Quanto tempo le faccio risparmiare? Si sa che il tempo è denaro...
- Va bene, ecco dieci euro. Mi dia il numerino.
- Si è accesa la lucina del 15 ha visto? Ho pensato di non accettare per meno di venti. Mi scusi, mi faccia andare o perdo il mio turno.
- Aspetti, tenga, presto...
Nonti di Cotiè acchiappò i soldi e il numerino dell'altro e lo guardò scapicollarsi verso lo sportello.
Era un lavoro dignitoso, il suo. Si ripeteva. Niente di illegale. Si avvicinò fiero alla distributrice di numerini. Ne staccò un altro. Il 64.
Di lavoro non ce n'era in giro, per lui. A nessuna azienda interessava assumere un ricercatore lasciato a casa dopo quindici anni di precariato.
Nonti di Cotiè estrasse di tasca il mazzetto dei numeri e infilò il 64 al penultimo posto. Dietro al 53. In prima posizione c'era il 22. Il tabellone segnava ancora il 15. Mancavano solo sette numeri. Più che sufficienti per individuare il prossimo cliente, avvicinarlo e giocare sulla fretta. Senza dare il tempo di pensare né di trattare.
In una mattina riusciva a fare anche quindici scambi, se andava bene. Un ventone non capitava spesso, ma sotto il deca era difficile che scendesse.
Nonti di Cotiè benedì la burocrazia e si guardò intorno. Non se la passava male rispetto agli ex colleghi, in fondo. A fare l'omino delle file prendeva molto di più di quando aveva lo stipendio e lavorava poco. Mezza giornata al massimo. Poi a casa. A continuare le ricerche per la sua quarta pubblicazione.
domenica, 27 settembre 2009
Il libro più importante del mondo
[di zop]
Articlezio di Cnido, senz'ombra di dubbio, si può considerare il più grande scrittore e scienziato di tutti i tempi. Visse in Grecia a cavallo tra il 400 e il 300 a.C. Imparò a scrivere all'età di 9 anni e da allora, non c'era giorno che non annotasse nel suo diario quel che succedeva e quel che imparava. Più passava il tempo più quel diario diventava maturo, ben scritto e coerente. E la scrittura veloce e fluente.
Articlezio di Cnido divenne uno degli uomini più dotti del suo tempo. E la sua opera sempre più monumentale, la summa di tutto il sapere dell'epoca. Anzi molto di più. Articlezio di Cnido, con lucide e geniali intuizioni, anticipò molte scoperte e invenzioni che in futuro sarebbero state realizzate. Un po' come i più noti Leonardo da Vinci o Jules Verne. Infatti anticipò proprio alcune delle invenzioni di Leonardo e quasi tutte le migliori trovate di Verne. E la teoria della relatività, i surgelati, la cura per il colesterolo. Previde persino l'esistenza di Nostradamus e ne anticipò tutte le terzine, parola per parola, in un plagio ante litteram sbalorditivo e senza precedenti.
Articlezio di Cnido scriveva in media 12,5 pagine al giorno per un totale di 4.562,5 pagine l'anno. Quando terminò, a 66 anni, aveva dato vita al più grande romanzo enciclopedico di tutti i tempi, composto di ben 260.063 pagine.
Ma nessuno se la sentì mai di leggere tutta quella roba. Nessun editore la volle pubblicare. Sarebbero occorsi anni e decine di amanuensi solo per la prima copia. Articlezio di Cnido, ovviamente, si rifiutò di farne delle riduzioni per non rovinare l'unitarietà del suo lavoro. E si batté con questo genere di proposte sino alla morte.
L'unica copia del suo libro, inedito e inletto, era conservata a casa sua. E la occupava quasi per intero. Quando gli eredi ne vennero in possesso provarono a disfarsi degli scritti donandoli a qualche biblioteca. Ma tutte si rifiutarono di stoccare quel fardello. Da Pergamo ad Alessandria. L'ultimo tentativo fu fatto con l'Accademia di Atene. Platone non sembrava entusiasta della proposta. Non aveva mai sentito nominare questo Articlezio di Cnido e temeva ne potesse spuntar fuori qualche rivale filosofico. Incaricò tre dei suoi discepoli di andare a valutare di che cosa si trattasse e se ne valesse la pena, ma quando questi si trovarono di fronte quel monumento di carta si guardarono l'un l'altro disorientati. Alla fine il più anziano disse qualcosa in un gergo giovanile di allora che si potrebbe provare a rendere con: "Minchia raga se portiamo al prof. tutta 'sta roba, poi ci tocca studiarla e ci interroga! Non esiste!".
"Bella lì, Aristotele!" Annuirono gli altri dandosi il cinque. Gli eredi protestarono, e poiché non ne volevano sapere di conservare oltre quei libri, dopo lunghe disquisizioni si organizzò un gran falò nel giardino. I discepoli danzavano attorno a quel rogo e gridavano eccitati come dei pellerossa. O almeno avrebbero saputo dei pellerossa se avessero letto quel che bruciavano. Come avrebbero saputo di Atlantide, della verità sugli extraterrestri, del senso della vita e tutte le altre meraviglie contenute nel libro più importante e lungo che sia mai stato scritto: il libro che nessuno ha mai letto.
martedì, 15 settembre 2009
44 settembre 1765
[di Zop?]
Tess Grabown è poco noto in Italia come scrittore. Anche perché l'unica cosa che ha prodotto è un brano, allucinato e onirico, di sole 2500 battute. Lo compose nel settembre del 1765. Precedentemente non aveva scritto nulla in vita sua, ad esclusione della lista della spesa e dei temi ai tempi della scuola. Non gli era mai importato di scrivere. Non ci aveva nemmeno mai pensato.
Almeno fino a quella mattina. Quando si svegliò agitato e si guardò intorno spaesato. Senza saper che fare.
Alla fine estrasse dal cassetto un foglio. E, con esitazione, intinse la penna nel calamaio.
Tess Grabown viveva a Lwindingtham, nell'isola di Durich. Una terra dove tutti gli uomini, a quel tempo, morivano a 45 anni e 68 giorni. Né un giorno di più, né uno di meno. Le donne invece a 48 e 16. E' risaputo che le donne vivono più degli uomini.
Ad ogni modo chi si ammalava per tempo, chi all'ultimo. Chi si suicidava o veniva ammazzato. Chi era stroncato da un fulmine, un infarto, un incidente... era lo stesso. Quando veniva l'ora, veniva l'ora.
Nessuno si è mai spiegato il perché. Forse per delle leggi di natura biologica scritte nel DNA di quella popolazione isolata, o forse per legge e basta. A Lwindingtham era infatti da sempre in vigore, e con rigore, una legge che fissava il giorno della dipartita di ogni nato 68 giorni dopo il quaranticinquesimo compleanno. Se era maschio. Ma nessuno era mai stato condannato per averla infranta, semplicemente perché nessuno aveva mai violato il proprio limite naturale. Quella legge era perfettamente inutile. Come dire che è proibito volare se non si han le ali.
A quel modo si consumavano meno risorse. Non c'era il problema delle pensioni, degli assicuratori, della classe politica decrepita e dei fissanti per dentiere. Qualunque fosse la causa, era un sistema molto egualitario. 45 anni e 68 giorni. Una vera livella. Meglio sapere quanto tempo si ha a disposizione. Ci si regola. Si vive poco, è vero. 45 anni e 68 giorni. Ma si vive meglio.
Almeno questo è quel che aveva sempre pensato Tess Grabown fino a quella mattina.
La penna volteggiava sempre più velocemente. Alla porta bussavano sempre più forte. Fino a che cominciò a sbattere. Tess Grabown si affrettò a terminare. Poi ripiegò il foglio. Lo infilò in una bottiglia, la tappò con cura.
La porta si scardinò in un secco scricchiolio.
Le guardie fecero irruzione, ma Tess Grabown aveva ormai lanciato la bottiglia oltre la finestra, nel fiume che arrivava fino al mare. Quella carta, ritrovata il secolo scorso, ma solo di recente tradotta, è l'unico esempio di letteratura oggi rimasto della civiltà dell'isola di Durich. Composta il 44 settembre 1765, quando Tess Grabown si svegliò vivo nel sessantanovesimo dopo il suo quarantacinquesimo compleanno e fu arrestato. Che fine abbia fatto non si sa, ma se qualcuno volesse sapere cosa Tess Grabown abbia scritto... se qualcuno volesse leggere la sola testimonianza letteraria rimasta dell'esistenza della civiltà di Durich, sappia che è questa che ho appena finito di tradurre e che hai appena letto.
giovedì, 27 agosto 2009
L'Agostina
[di zop]
Ieri se n'è andata anche l'Agostina.
E io non penso ad altro.
La si chiamava così perché quando l'han portata qui era così piccina... Ma dopo tutto questo tempo era cresciuta tantissimo. E per scherno le si diceva l'Agostona. Poverella, come mi dispiace. Mi sono serrata con tutte le mie forze. Per non vedere e non sentire. Per starmene protetta nel mio guscio al sicuro. Non so quanto è durato. A un certo punto mi sono di nuovo lasciata aprire ma, quando il mondo mi è apparso dalle fessure, non c'era più.
E pensare che era qui da ancor prima di me!
Il primo giorno che arrivò fissava spaesata oltre il vetro quegli enormi sguardi distorti senza capire. Mi spiegò. Ma poi capì. Fu la volta che una signora dagli occhi grandi puntò il dito verso di lei. L'Agostina fece un passo indietro impietrita. Guardava gli occhi dall'altra parte come a dire: no. Non a me! Terrorizzata dal terrore pareva morta. Tanto che la signora optò alla fine per quella che le stava accanto.
Da quel momento tutti i giorni, a ogni sguardo, l'Agostina strabuzzava gli occhi e la linguetta e si piegava di lato paralizzata come una morta. E in questo modo ha visto passare centinaia di altre. Le ha viste arrivare e andarsene. L'unica che non veniva mai scelta era lei. Ha avuto il tempo di crescere, così. Da straordinaria attrice, riusciva sempre ad assumer l'aria di un'insana insidia, quando veniva il momento. E benché fosse l'aragosta più grassa, ogni volta il cliente ne preferiva un'altra più vispa.
Almeno fino a ieri quando un panzone l'ha ordinata senza nemmeno volerla guardare. Ha preteso a tutti i costi che gli si portasse la più grande. Persino il cameriere si doveva essere affezionato, ormai, dall'espressione con cui si è avvicinato.
E' in quel momento che ho serrato i muscoli. Chiusa dentro di me.
Quando ho riaperto le valve non c'era più. Han preso anche lei alla fine.
Ora sono io la più vecchia, qua dentro.
Ma non è me che vogliono. Nessuno ordinerebbe mai un mollusco finito a guarnire il fondale di un acquario come un fiorellino.
E, vi confesserò, non sto poi così male qua dentro, tutto sommato. Là fuori poteva andarmi anche molto peggio.
[dedicato a chi non c'è più]
domenica, 03 maggio 2009
Oltre il giardiniere
[di zop]
- Santocielo!
Il grido del direttore del museo risuonò disperato per i corridoi deserti.
- Santocielo, non è possibile! Oresteeee! Oreste, dio mio! Cosa diamine hai combinato!
I passi di Oreste rimbombarono sempre più veloci, poi si arrestarono improvvisamente nella sala dove il direttore, come una statua, era paralizzato con le mani tra i capelli.
Oreste impallidì.
- Ti rendi conto di che cosa hai fatto? Come è potuto succedere?
Oreste guardò il volto incredulo del direttore. Poi guardò il vaso con i fiori avvizziti e farfugliò qualcosa che venne coperto dalle urla dell'altro.
- Come? Ti sei dimenticato di bagnarli? Sei pagato per sorvegliare il museo e accudire ogni cosa. Ti avevo spiegato che era un compito di enorme responsabilità. Sto via una settimana e quando torno trovo questo sfacelo...
Oreste provò nuovamente a farfugliare ma per la seconda volta fu sovrastato dalla furia del direttore.
- Non prendermi in giro! Ti sei dimenticato, altro che non avevi capito. Mi ero così raccomandato. Adesso cosa facciamo? Che disgrazia, che sciagura. Ti dovevi occupare tu di tutti i fiori e le piante. Proprio questi ti sei dimenticato. I più preziosi di tutta la collezione. Ma io ti rovino! Dannazione. Siamo tutti rovinati a questo punto...
Oreste guardava i suoi piedi, rosso e terrorizzato.
Il direttore scrutò nuovamente il quadro, senza sapere che fare. I girasoli erano completamente ripiegati, secchi e anneriti. Il capolavoro di Van Gogh era per sempre irrimediabilmente compromesso. Snaturato in una natura morta.
lunedì, 20 aprile 2009
Nanogiganti
[di zop]
Che botte! Che botte vi dico!
Mic e Mac se le davano di santa ragione e si rotolavano a terra tra calci e pugni in una nuvola di polvere.
Nessuno dei due avrebbe ceduto prima di essere ammazzato.
Mac era un gigante. Si era sempre vantato di discendere per via diretta da Pantagruele in persona. La stirpe dei Giganti è nobile e antica. E strana.
Anche tra i giganti, come tra tutti, ci sono quelli magri e quelli grassi. Quelli bassi e quelli alti. Mac era un gigante biondo e corpulento, ma molto basso per essere un gigante. Per l'esattezza, tra tutti, era il gigante più piccino del mondo. Ma pur sempre un gigante. Tozzo, massiccio, camicia bianca come la sua carnagione. Esattamente come la carnagione e la camicia di Mic. Anche Mic era biondo e tozzo, ma la loro bella camicia bianca era ormai quasi nera dopo tutto quell'azzuffarsi per terra. E la loro pelle era sempre più livida.
Mic era un nano. La stirpe dei nani non è meno nobile né meno antica di quella dei giganti. Forse è solo meno conosciuta.
Ma Mic non era un nano qualsiasi. Era il nano più grande del mondo. Il più massiccio che fosse mai esistito. Nessun altro nano gli avrebbe potuto tenere testa in un corpo a corpo. E l'idea di poter vincere addirittura un gigante lo rendeva ancora più forzuto. Lo avrebbe consacrato definitivamente nella leggenda del nano più grande e forte di tutti i tempi.
Mac, invece, era abituato a prenderle sempre da tutti i suoi simili, essendo il più piccolino. Ma essere battuto da un nano, addirittura, questo no! Era un'onta che non avrebbe potuto sopportare.
Le camicie di Mic e di Mac erano sempre più rosse e inzuppate di sangue. I colpi sempre più flebili e lenti.
Li trovarono a terra avvinghiati l'uno all'altro. Nessuno avrebbe mai potuto sapere chi dei due fosse Mic e chi Mac e viceversa. Il gigante nano e il nano gigante erano accasciati al suolo abbracciati. Senza vita. Identici come due gemelli.
lunedì, 06 aprile 2009
Passami il sale
[di zop]
«Passami il sale!» Esclamò Tring indicando la saliera al centro del tavolo.
Gruber alzò la testa dal piatto scrutando Tring senza riuscire a parlare.
«E passami il sale, ti ho detto!» Lo rimbottò Tring con tono acuto per destarlo dall'imbambolamento.
Quella frase, banale in un altro contesto, fece sprofondare Gruber ancor più nella confusione.
Tring aveva sempre mangiato sciapo.
Ma a parte questo, non era un uomo.
Nemmeno una donna, naturalmente. Cioè... non era nemmeno un transgender o qualcosa del genere. Il sesso non c'entra nulla, benché fosse una femmina.
Il fatto è che Tring non era un essere umano, ma un animale. Ma non un pappagallo o un merlo indiano, bensì una testuggine. Non avrebbe dunque potuto parlare in teoria, né tantomeno chiedere il sale.
Ora, cosa ci facesse Gruber a tavola con una testuggine è una storia troppo lunga da spiegare per un racconto così breve.
Ad ogni modo Gruber, ripresosi dall shock, rispose: «Prenditelo da te!»
Poi arrotolò la coda - Gruber era infatti una scimmietta - e aggiunse: «Non hai detto per favore!»
domenica, 22 marzo 2009
La daltonia dei sapori
[di zop]
Un bel giorno, di colpo, verso le tredici e quaranta mi pare, tutti i sapori cambiarono. Di sicuro a causa dell'inquinamento. O forse per qualche nuovo virus che aveva colpito le papille gustative di tutti, chi può dirlo? Fattostà che a quell'ora erano in molti ad essere a tavola. E capitò, per esempio, che masticando un boccone che poco prima sapeva di penne ai quattro formaggi, all'improvviso esalasse sapore di mandarino, e viceversa.
La scala dei sapori si ritrovò rimestata senza un ordine chiaro. Il prezzemolo sapeva di caffè, le fragole di hamburger. E non c'erano abbastanza fragole per soddisfare il bisogno del mercato americano. Il tracollo dell'economia fu tremendo. E non solo nel campo alimentare. Anche gli odori seguirono l'analoga misteriosa mutazione del gusto. E lo Scianèl numero 5 si impregnò di parmigiano.
L'inspiegabile fenomeno non risparmiò nemmeno gli animali. I pipistrelli smisero immediatamente di mangiare gli insetti, che avevano assunto il sapore del pesto alla genovese, per nutrirsi di capesante, che avevano preso a loro volta il gusto d'insetto. Morirono tutti affogati in pochi giorni e si estinsero, poveri topi volanti. La stessa sorte toccò ai leoni che, schifati dal penetrante sapore di panforte e anice delle gazzelle, si buttarono alla ricerca disperata delle barbabietole che sapevano di selvaggina. Ma nella savana non se ne trovano poi molte.
Per farla breve la catena ecologica andò in frantumi in pochi giorni.
O forse, ponderando meglio la situazione, non andò affatto così...
Un bel giorno, di colpo, verso le tredici e quaranta, mi pare, scacciate queste angoscianti conclusioni, sputai nel piatto un cioccolatino che sapeva di pesce e più semplicemente mi ripromisi di non andare mai più a mangiare alla "Trattoria da Mariarita".
lunedì, 02 marzo 2009
Oltre il quadro
[di zop]
In una stanza d'albergo, quando la televisione non funziona, non resta che stendersi sul letto a pensare e a fissare l'arredamento. Aspettavo il sonno mentre fuori pioveva. Guardavo la crosta appesa al muro di fronte a me.
Non ricordo che cosa raffigurasse, probabilmente uno scorcio della città. Ma non ricordo nemmeno in quale città mi trovassi, quel giorno.
Quello che ricordo è che all'improvviso, forse per la noia, ho avuto un guizzo di follia. Ho pensato che dietro quel quadro malpittato da camera di albergo di poche stelle avrei potuto scrivere qualcosa. Lasciare un segno che nessuno avrebbe forse mai trovato.
Un messaggio per qualcuno, non so chi, che - chissà se e quando - avrebbe mai trovato e letto.
Perché di sicuro qualcuno lo avrebbe pur trovato e letto, prima o poi. Magari dopo chissà quanti anni, quando quella stanza sarebbe stata tinteggiata di nuovo.
Non sapevo cosa scrivere di preciso. Una cosa qualsiasi destinata a qualcuno, che non avrei mai saputo chi fosse. Come un carcerato che scrive sul muro della sua cella. Come un messaggio di quelli che si possono mettere in una bottiglia prima di abbandonarla al mare e al destino.
Ricordo che senza riflettere ho staccato il quadro dalla parete deciso a scrivere la prima cosa che mi sarebbe venuta in mente.
Invece, con stupore, quando il culo di quel dipinto da due soldi si ritrovò tra le mie mani mi accorsi che qualcuno prima di me doveva avere avuto, chissà quando, la mia stessa idea. Qualcuno aveva già fatto la stessa cosa. E lo scritto che si è svelato davanti a miei occhi dietro quel quadro è questo che ho appena trascritto.
PS
Questo è un racconto virale. Se ti è piaciuto, la prossima volta che ti troverai in un albergo, riscrivilo dietro al quadro che ti guarda oltre il letto [a meno che qualcuno non ti abbia preceduto]. Fino a quando questo racconto non si sarà replicato dietro tutti i quadri di tutti gli alberghi più sgrausi del mondo.
domenica, 08 febbraio 2009
La buca
[di zop]
Oh eccoti, ciao. Senti non so da dove cominciare.
Non lo so come mi è venuto in mente. Mi è venuto in mente e basta. Ho costruito una buca delle lettere rossa, di metallo, con la doppia entrata: per la città e per tutte le altre destinazioni. Come quelle vere. Una meraviglia. Tutta lucida e nuova.
L'ho piazzata su una via di passaggio. A un angolo. Appesa a un muro. Sembrava vera.
L'ho lasciata lì qualche giorno poi, quando ho visto che nessuno la rimuoveva, né la svuotava e che era piena... di notte l'ho smontata e me la son riportata a casa. Era mia del resto.
Nessuno se ne è accorto. lo sapevo solo io di quella nuova buca. Chi imbucava non ci badava. E quelli delle poste non potevano sospettare. Capisci?
Con calma ho letto tutta la corrispondenza. Centinaia di missive.
Cartoline, bollette, lettere di amanti, di amministratori di condominio, di amici lontani.
Ormai son tre anni. In effetti ci ho preso gusto a spiare la gente, sai? Ogni volta monto la finta buca in un posto diverso.
Quando apro le buste faccio sempre molta attenzione. Per non rovinarle e poterle richiudere con un po' di colla. In modo che nessuno si accorga.
Dopo che ho letto rimetto tutto a posto e rispedisco al destinatario. Se mi sono simpatici. Altrimenti le distruggo e mi frego il francobollo. Oppure combino degli scherzetti. Una lettera che si chiude con un "ti amo" è facile correggerla con un "non ti amo più". Certe volte mi diverto a scambiare le buste e invertire una felicitazione di matrimonio con le condoglianze per un funerale. Una volta, una lettera appassionata d'amore e di desiderio firmata Mario e destinata a una donna, l'ho recapitata invece a Gregorio, il mio amministratore di condominio. In seguito ho scoperto che entrambi hanno lasciato le rispettive mogli e sono andati a vivere assieme. Se non fosse stato per il mio scambio...
Divertimento a parte, in poco tempo ho costruito un archivio di notizie riservate e personali da non credere. E' facile ricattare una persona sposata ad avere le prove. O truffare qualcuno di cui hai carpito i punti deboli. E così mi sono ingrandito. Ne ho in giro sette di buche fasulle, ormai. In diverse città. Insomma non ci si arricchisce, ma ci si campa...
Ma veniamo a noi e al motivo per cui stai leggendo questo brano. Se non vuoi che nel prossimo post scriva la tua torbida storia, lettore... non fare quella faccia, dico proprio a te, non a un lettore ipotetico, sai benissimo di cosa stia parlando, sto dicendo che racconto tutto, con nomi e cognomi, di quella volta che tu... Non fare il finto tonto. Ho letto qualcosa che ti riguarda. Ti conviene lasciare un po' di soldi nei commenti... ci siamo capiti?
lunedì, 26 gennaio 2009
Non leggere
[di zop]
non leggere. non leggere. non leggere. ti ho detto: non leggere. non leggere questo brano. certo che sei una bella testa! ti sto dicendo di non leggere, cosa leggi a fare? che magari se non ti dicevo niente non le avresti nemmeno lette, queste poche righe. dai tagliamola corta, devo scrivere una cosa che nessuno deve leggere. per cui adesso poche storie, levati dai piedi. se hai continuato a leggere (anche se ti dicevo di non farlo) e se sei arrivato fino a qui, fermati. sin qui si è scherzato, ma adesso basta, non leggere più. ma la smetti? lo fai apposta? non leggere ti sto dicendo. cosa vuoi dimostrare? e va bene. sei un tipo dalla capatosta. una persona di carattere che non si ferma davanti a niente. ti devo fare i complimenti? complimenti, ma adesso non leggere. non leggere più. ma cosa devo fare per farti smettere di leggere? mi sa che con quelli come te l'unica è smettere di scriv
mercoledì, 14 gennaio 2009
Il racconto di Tafatà
[di zop]
Tafatà muoveva le dita rapide sul piccì:
"Quante volte ti sarai chiesto anche tu dove va a finire quel che stai scrivendo quando il computer si impianta prima che tu abbia salvato?
Non si sa.
E la cantilena di un tuareg solitario gridata al vento del deserto? Dove va a finire quando è passata?
Non si sa.
Quello che è certo è che q"
Stava elaborando questi pensieri sul suo portatile scasso e sgangherato, il povero Tafatà, quando improvvisamente il suo scritto svanì. Nello stesso istante anche Tafatà si trovò proiettato in un'altra dimensione. Come per magia era finito nello stesso luogo dove finiscono i racconti quando il computer si impianta!
La sua storia non era svanita per colpa di un baco di internet exploder. E nemmeno perché se ne stava proiettata su un vecchio monitor di un antiquato modello di piccì.
Il racconto di Tafatà e il suo autore erano svaniti insieme. Nello stesso istante in cui la stanza era esplosa e tutto era crollato. Per via del fatto che il povero Tafatà se ne stava a casa sua, a Gaza, all'inizio del 2009.
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